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Documenti & Risorse

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Amm. Cont Manuel

 

Condominio e manutenzione impianti termici a biomasse come le stufe a pellet

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In relazione al controllo ed allla manutenzione periodica degli impianti termici alimentati a biomassa combustibile quali ad esempio caldaie, stufe a pellet, termocamini, termostufe, termocucine, sia che essi siano impianti condominiali centralizzati oppure al servizio delle singole unità immobiliari, devono essere seguite le indicazioni fornite dal fabbricante dell'apparecchio nel libretto di uso e manutenzione per quanto riguarda la tipologia di operazioni da eseguire e la periodicità delle stesse.

In assenza di indicazioni precise da parte del costruttore e/o dell'installatore, situazione che può capitare soprattutto per gli apparecchi datati, è opportuno seguire le normative tecniche di settore.

La norma UNI 10683:2012 fonisce indicazioni precise in merito sia alle operazioni da eseguire, che alle periodicità da rispettare per diversi tipi di apparecchio ovvero:

- 2 anni per i dispositivi alimentati a pellet di potenza inferiore a 15 kW
- 1 anno per i dispositivi alimentati a pellet di potenza maggiore o uguale a 15 kW e non superiore 35 kW
- 1 anno per le caldaie alimentate a biomassa di potenza non superiore a 35 kW
- 1 anno per altre tipologie di apparecchi alimentati a biomassa collegati a reti di riscaldamento come termocamini, termostufe, termocucine di potenza non superiore a 35 kW

Al termine delle operazioni di controllo e manutenzione eseguite a regola d'arte, il manutentore rilascia all'utente un rapporto tecnico di controllo e manutenzione.

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Condominio e Certificato Prevenzione Incendi ovvero SCIA Antincendio ex D.P.R. 151/2011

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Con l'entrata in vigore il 07 ottobre 2011 del D.P.R. 151/2011 sono state introdotte significative modifiche relativamente alla Prevenzione Incendi in Condominio riguardanti sia i procedimenti necessari per la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività antincendio che i criteri di classificazione delle attività soggette. Le nuove norme non alterano le regole tecniche a cui gli edifici devono sottostare ne, di conseguenza, le opere di adeguamento antincendio eventualmente necessarie bensì introducono nuovi criteri procedurali per la presentazione della SCIA Antincendio, che sostituisce l’ormai superato Certificato di Prevenzione Incendi (C.P.I.), fissando entro un anno dalla sua entrata in vigore il termine ultimo per la regolarizzazione dei fabbricati esistenti che non risultano ancora in possesso del Certificato di Prevenzione Incendi.

Le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco presenti in Condominio vengono classificate in 3 categorie in funzione del livello di rischio (basso, medio o alto) per ciascuna delle quali è previsto un differente iter procedurale.

A differenza di quanto era stato previsto in precedenza dal D.M. 16 febbraio 1982, il criterio di classificazione delle autorimesse non è più basato sul numero di posti auto (prima l'obbligo riguardava le autorimesse con più di 9 posti) bensì sulla superficie complessiva coperta. Gli edifici destinati ad abitazione civile non vengono più classificati in base alla loro altezza in gronda (prima l'obbligo riguardava gli edifici superiori ai 24 metri) bensì in base all’altezza antincendio definita come l’altezza dell’ultimo piano abitabile maggiorata di un metro e misurata a partire dalla zona carrabile più bassa adiacente al fabbricato. Riformulata anche la classificazione delle centrali termiche in base alla potenzialità  espressa in Kw si evidenzia in particolare che, dal novero delle attività soggette, sono stati infine esclusi i vani ascensore (attività 95 del D.M. 16 febbraio 1982) che restano comunque normati dalle medesime regole tecniche.

Allegati:
Scarica questo file (DPR_01_08_2011_151.pdf)D.P.R. 01 AGOSTO 2011, N. 151[CLICCA QUI PER VISUALIZZARE E/O SCARICARE IL TESTO DEL D.P.R 151/2011]296 Kb
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Periodicita' manutenzione caldaie e prova fumi anche in Condominio

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Rispetto alla manutenzione periodica delle caldaie e della cosiddetta "prova fumi" esiste ancora un bel po' di confusione per molti utenti con unità immobiliari dotate di impianti di riscaldamento autonomi in Condominio e non solo. Considerato che oltre che di risparmio energetico si parla di sicurezza degli impianti alimentati a gas, per far chiarezza vediamo esattamente cosa prescrive la normativa in materia.

PERIODICITÀ DELLA MANUTENZIONE

La manutenzione della caldaia consiste in tutte quelle operazioni ordinarie che si eseguono su un impianto per verificare la rispondenza di quest'ultimo alle norme di sicurezza, per mantenerlo in buono stato e per garantire la sua efficienza nel tempo. Il DPR n. 74/2013 demanda all'impresa installatrice il compito di fornire precise indicazioni tecniche sulla periodicità e prescrizioni per eseguire la manutenzione all'impianto. Siccome per gli impianti domestici tali indicazioni non sono normalmente fornite dall'idraulico che ha installato la caldaia, il legislatore ha previsto di seguire le prescrizioni elaborate dal fabbricante dell'apparecchio. Infatti, ogni apparecchio che si acquista (la caldaia in questo caso, ma vale ad esempio per qualsiasi elettrodomestico) è corredato da un libretto d'istruzioni (detto anche manuale d'uso e manutenzione) dove sono specificate le operazioni da eseguire per la manutenzione e la periodicità con cui effettuarla. Pertanto, è demandato al costruttore stabilire la periodicità della manutenzione e le operazioni da svolgere sull'apparecchio da lui prodotto. La scelta ha anche una certa logica, poiché ogni apparecchio è diverso dall'altro e solo il fabbricante può conosce i limiti e le caratteristiche del prodotto che produce e commercializza. In definitiva la norma non prescrive alcuna periodicità "fissa" per la manutenzione, ma quest'ultima deve essere eseguita secondo quanto prescritto nel libretto d'uso e manutenzione di cui ogni apparecchio viene per legge obbligatoriamente dotato.

PERIODICITÀ DELLA "PROVA FUMI"

Il controllo di efficienza energetica ovvero la cosiddetta "prova dei fumi" consiste nella misura dei parametri di combustione tramite strumento e nella determinazione del rendimento dell'apparecchio. Il rendimento deve soddisfare quanto previsto nell'Allegato B del DPR74/2013, mentre il parametro di combustione relativo al monossido di carbonio deve essere inferiore a 1000 ppm (parti per milione), secondo quanto prescritto dalla norma UNI10389. E' opportuno, anche se non obbligatorio, eseguire il controllo di efficienza energetica ogni volta che si esegue la manutenzione.

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